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lunedì, 22 febbraio 2016
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE DEL MOLISE
Illustre Presidente,
le vicende inerenti le liquidazioni alle imprese dei crediti maturati, con particolare riferimento alla ricostruzione post sisma, hanno incrinato un rapporto di fiducia che questa Associazione ha avuto nei Suoi riguardi, talmente radicato e profondo che sulla Sua parola le imprese hanno eseguito e rendicontato lavori ingenti per somme ingenti, portando avanti numerosi cantieri avviati e loro malgrado indebitandosi.
Un rapporto di fiducia che io per primo in qualità di presidente ho condiviso, nell’ottica di un rapporto di collaborazione che secondo il mio modesto parere debba permeare la relazione tra gli enti esponenziali delle categorie produttive e la politica in generale.
Un rapporto di fiducia sovente difficile da giustificare dinanzi a vicende alterne tipiche dell’amministrazione pubblica che, pur endemiche ad un ordinamento fin troppo compassato e burocratizzato, oggi non appaiono concepibili e tantomeno condivisibili ad una classe imprenditoriale che troppe volte  ha prestato il fianco in passato senza raccogliere i frutti sperati e che, per deformazione professionale, è abituata a guardare sempre al “concreto”: il resto non le importa, non le interessa.
D’altronde i numeri sono chiari: un settore dimezzato nel giro di pochi anni.
Una fiducia ed una linea collaborativa difficile da gestire e da far “digerire” ad alcuni colleghi imprenditori, le cui invettive veementi e rabbiose si sono scaraventate verso l’Associazione, la quale ha effettuato un’opera di filtraggio da alcuni non condivisa e sfociata in ripetuti attacchi alla mia persona ed alla struttura, finanche nell’Assemblea ultima convocata sull’emergenza.
Tuttavia, tutto questo non è bastato, se ha avuto l’ardire di tenere nascosto alla nostra Associazione ed agli imprenditori che essa rappresenta,  l’arrivo di una somma pari a 26 milioni e 800mila euro che senza la nostra levata di scudi, come Lei l’ha definita,  chissà quale altra destinazione avrebbe preso, interrompendo di scatto un dialogo che come dicevo agli inizi ritengo  fondamentale per un sano rapporto tra la classe dirigente e le rappresentanze sociali ed economiche.
Ci siamo interrogati per giorni sul perché.
Il perché è semplice: perché si sta continuando a far cassa sui soldi delle opere pubbliche; perché per Lei non c’è un’emergenza edilizia in Regione vista la non inclusione del settore nella cabina di regia dell’area di crisi e l’insensibilità assoluta verso le istanze della nostra Associazione, perché non fa notizia che dal 2008 oltre 600 imprese edili  hanno chiuso e il numero di occupati è passato da 10.000 addetti a poco più di 5.000: numeri di gran lunga superiori a quelli delle aziende che tengono banco invece nella Sua agenda politica quotidiana ed in quella della sua coalizione di maggioranza.
Il perché è semplice: perché si preferisce pagare le imprese una volta all’anno, spremendole e dissanguandole anche nei confronti delle banche fino all’ultima goccia, esponendole all’usura, inventando storie e fronzoli come la perenzione o altri tecnicismi studiati ad arte a tavolino dai burocrati per poter procrastinare di mese in  mese e poi di anno in anno gli agognati  pagamenti.
Presidente, così non si può andare avanti, glielo dico a nome di tanti imprenditori disperati che non credono più a nessuno, quelli veri del Molise e veri molisani, che davvero patiscono la crisi!
E, per intendersi sul concetto di chiarezza, occorre che Lei ci dica le cose come stanno, la condivisione è elemento di ricchezza e, le scelte politiche devono avvenire dopo il confronto: la politica è la capacità di ascoltare e di fare sintesi delle varie idee e proposte, e non deve sfociare nel puro tecnicismo. Non faccia il risentito, sia perché non è congeniale al ruolo che riveste, sia perché chi deve sentirsi offeso per come viene trattato siamo noi e solo noi (pagati una volta all’anno e rinviati a dopo l’esercizio provvisorio di bilancio dell’anno seguente).
La nostra Associazione continuerà a lavorare per portare il proprio contributo, le proprie istanze, le proprie idee in qualsiasi sede essa potrà, affinché il settore che rappresenta in questa Regione, sia tenuto in degna considerazione, cosa che non è mai avvenuta.
Veda, un nuovo significante particolare emerge da questa situazione ed è la compattezza che si va creando e fortificando tra le imprese della nostra regione, non più ognuno per la sua strada ma tutti sulla stessa strada per obiettivi comuni.
Il dato di fatto comunque che ad oggi resta è che le imprese impegnate nella ricostruzione non ancora vengono pagate e nessuno, anche dopo i nostri ripetuti inviti, ci ha detto ufficialmente quando questo avverrà.
 
Campobasso, 22 febbraio 2016
Prot. n. 56
 
Corrado Di Niro
Presidente ACEM