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lunedì, 04 luglio 2016
CONTROREPLICA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI CAMPOBASSO ED ALL’ASSESSORE REGIONALE AI LAVORI PUBBLICI
In riferimento alle dichiarazioni del Presidente della Provincia di Campobasso Rosario De Matteis e dell’Assessore Regionale ai Lavori Pubblici Pierpaolo Nagni, l’ACEM ritiene opportuno alcune puntualizzazioni.
Premesso che nessuno ha chiesto lo stravolgimento delle regole per favorire le imprese locali e tantomeno ha inteso mettere in dubbio la trasparenza e la capacità sia della provincia che dei Comuni di mandare i lavori in appalto  entro i termini stabiliti, permane tuttavia la gravità che nella maggior parte dei casi sono stati scelti i criteri sbagliati per le aggiudicazioni, con la conseguenza  che  il 50% delle gare della sola provincia di Campobasso è stato aggiudicato fuori dal Molise (circostanza confermata dalle dichiarazioni del Presidente De Matteis).
Ciò premesso, secondo l’ACEM, visti gli importi non elevati dei lavori appaltati, sarebbe stato opportuno interpellare le ditte locali nel rispetto dei principi di concorrenza, trasparenza e rotazione, in ottemperanza a quanto previsto sia dal d lgs 163/2006  (prima) che dal d lgs n. 50/2016 (poi).
D’altronde, se  anche il nuovo codice che almeno nelle intenzioni avrebbe dovuto costituire la massima garanzia della trasparenza, all’articolo 36 fino a 1.000.000 di euro continua a prevedere il ricorso alle procedure negoziate con invito a 10 operatori, una ratio deve pur esserci: quello che manca nella nostra Regione, sia in vigenza del vecchio codice che del nuovo, in più di un’occasione è il coraggio di saperla ricercare ed applicare anche da parte delle strutture.
Infatti, perché nel ventaglio di possibilità previste dalla normativa per le aggiudicazioni, nella maggior parte dei casi vengono scelte le modalità che meno tutelano le imprese locali?
Quanto alla inflessibilità delle regole vigenti, all’assenza di discrezionalità ed al rigore ostentato dall’Assessore Nagni nell’ossequiare la normativa,  dovrebbe essere a conoscenza – come siamo certi che lo sia – che il nuovo codice appalti è l’esatto contrario di ciò che gli ha affermato, visto che prescrive come criterio di aggiudicazione quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che si connota per eccellenza in negativo proprio per la massima discrezionalità lasciata alle stazioni appaltanti, tant’è che l’ACEM ne ha già richiesto modifiche tramite i Parlamentari Molisani.
Va da chiedersi però: perché lo stesso rigore non si riscontra nel rispettare le norme sui termini di pagamento per i lavori eseguiti, visto che a metà anno 2016 ci sono ancora crediti non riscossi risalenti ormai a tre anni fa, disattendendo quello che l’ACEM ha ripetutamente proposto in svariate occasioni?
 
Campobasso, 4 luglio 2016
Prot. n. 239
 
                                                                                              ACEM